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Prevenzione contro il papillomavirus

Che cos’è il papilloma virus?

L’Hpv (dall’inglese Human Papilloma Virus) altro non è che una famiglia composta da oltre cento varietà diverse di virus. La maggior parte di questi causa lesioni benigne, come le verruche che colpiscono la cute di mani, piedi o viso e i condilomi o papillomi che interessano le mucose genitali e orali. 

La maggior parte delle infezioni genitali da Hpv regredisce in maniera spontanea, senza provocare sintomi. Purtroppo però, una piccola parte di questi (specialmente se non trattata), può evolvere lentamente verso una forma tumorale. Il tumore del collo dell’utero è infatti quasi sempre legato alla presenza dell’Hpv. Il papilloma virus è dunque responsabile della più frequente infezione a trasmissione sessuale e colpisce in egual misura tanto le donne quanto gli uomini.

Come si trasmette

Il papilloma virus si trasmette prevalentemente per via sessuale, attraverso il contatto sia con la cute che con le mucose. Infatti, spesso sono proprio i microtraumi che avvengono durante i rapporti sessuali a favorire la sua trasmissione. Tuttavia, questa può avvenire anche quando si hanno contatti genitali non penetrativi: infatti l’uso del preservativo, nonostante riesca a ridurre il rischio d’infezione, non elimina definitivamente la possibilità di contagio (dal momento che il virus può infettare anche la cute non protetta dal profilattico).

Ci sono inoltre numerosi studi che sono concordi nel ritenere che tra i fattori di rischio più rilevanti per la diffusione dell’infezione da Hpv vi siano: l’elevato numero di partner sessuali, la giovane età al momento del rapporto sessuale, abitudini nocive quali fumare, l’uso di contraccettivi orali, la presenza di altre malattie sessualmente trasmesse. Queste sono tutte condizioni che in un certo qual modo possono favorire la diffusione e lo stanziamento della carcinogenesi cervicale.

Quello che molti non sanno è che l’infezione da Hpv è molto frequente nella popolazione: si stima infatti che quasi 80% delle donne sessualmente attive abbia contratto nella propria vita un virus Hpv, con un picco di prevalenza nelle giovanissime (ovvero fino ai 25 anni d’età).

Tuttavia, come si è detto, la maggior parte delle infezioni da Hpv è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. La persistenza dell’infezione virale è invece la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma. In questo caso, si sviluppano lesioni precancerose che possono progredire fino al cancro della cervice e solitamente il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza di queste lesioni è di circa 5 anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere molto più prolungata (fino a 40 anni).

Quali sono le conseguenze dell’Hpv?

Ciò che rende pericoloso questo virus è proprio il fatto che i sintomi correlati all’infezione da papilloma virus possono non presentarsi. Tuttavia, qualora l’infezione persista, questa può manifestarsi con una varietà di lesioni della pelle e delle mucose, a seconda del tipo di Hpv coinvolto. Bisogna inoltre aggiungere che alcuni tipi di Hpv sono stati definiti ad alto rischio oncogeno perché associati spesso all’insorgenza di neoplasie. 

Il tumore più comunemente associato all’Hpv è infatti il carcinoma del collo dell’utero (cervicocarcinoma o carcinoma della cervice uterina), ovvero il primo cancro a essere riconosciuto dall’Oms come totalmente riconducibile a un’infezione.

Come funziona la prevenzione?

La prevenzione per l’HPV è molto efficacie e può essere effettuata a più livelli.

Abbiamo innanzitutto la prevenzione primaria, volta a eliminare ogni possibilità che il soggetto contragga l’infezione. Questa è rappresentata dal vaccino: oggi è in commercio un vaccino nonavalente che protegge contro 9 genotipi di Hpv e previene il 90% dei tumori correlati. In alcune regioni viene somministrato facoltativamente e gratuitamente ai bambini e alle bambine di 12 anni.

La secondaria forma di prevenzione invece mira a identificare precocemente le lesioni provocate dal papilloma virus nel collo dell’utero. In questo caso la cosa migliore da fare è senz’altro il Pap-test. Quest’esame ha permesso di ridurre sensibilmente i tassi di mortalità femminile dovuti a questo tumore, basandosi proprio su una diagnosi precoce e preventiva. 

Il Pap-test non è altro che uno screening citologico cervicale che consente di identificare le lesioni, consentendo così al personale medico di intervenire prima che queste evolvano in carcinoma.

Nonostante sia da alcuni stigmatizzato come un esame doloroso (e talvolta addirittura superfluo), si tratta di un esame semplice e veloce: si effettua con le stesse modalità di una visita ginecologica, durante la quale si utilizza lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l’apertura vaginale in modo da favorire il prelievo delle cellule. L’operatore inserisce poi delicatamente una spatola e un bastoncino cotonato che servono a raccogliere piccole quantità di muco dal collo dell’utero e dal canale cervicale. Su questo campione, in laboratorio, verrà eseguito l’esame citologico e un approfondito esame computerizzato.

In Italia questo test è tuttora raccomandato ogni tre anni per le donne tra i 25 e 64 anni, dal momento che si stima che il Pap-test eseguito a intervalli regolari di 3-5 anni riduca il rischio di sviluppare un tumore cervicale invasivo almeno del 70%.

Cosa consigliamo noi di Akesis

Noi di Akesis sappiamo che dai 25 ai 30 anni l’esame di riferimento per le donne rimane il Pap-test da eseguirsi ogni tre anni e consigliamo fortemente alle nostre pazienti di non saltare questo importante appuntamento. 

È inoltre importante ricordare che il tumore al collo dell’utero rappresenta il quarto tumore più frequente nel sesso femminile. 

Nel 2018 solo il 40% delle donne si sono sottoposte allo screening cervicale gratuito, percentuale in leggera diminuzione rispetto agli anni precedenti.

Tuttavia al giorno d’oggi non esistono test che permettano di predire chi è più propenso a sviluppare le manifestazioni più gravi correlate all’infezione e chi invece eliminerà il virus senza problemi per la propria salute. Proprio per questo motivo l’arma più importante, per combattere la possibilità che il tumore si presenti, è la prevenzione.

In occasione del mese di marzo (il 4 marzo ricorre la Giornata Internazionale contro l’HPV), noi di Akesis vogliamo ricordare quanto siano importanti i controlli preventivi per eliminare ogni possibilità che un tumore di questo tipo si presenti. 

Il ginecologo è infatti una figura specialistica essenziale, che più di altre accompagna le donne in molte fasi importanti della loro vita, e non dimentica che la salute di queste passa anche attraverso la prevenzione ginecologica: nei nostri poliambulatori eseguiamo pap test, new pap e colposcopia per prevenire proprio l’insorgenza del tumore del collo dell’utero, oltre a visite ginecologiche ecografiche preventive. 

Per una visita o una prestazione ginecologica puoi rivolgerti ai nostri ambulatori di Cremona o di Pavia. Trovi tutte le informazioni per contattarci qui


Fonti: 

Epicentro Iss, Infezioni da hpv e cervicocarcinoma, https://www.epicentro.iss.it/hpv/

Airc, HPV test, https://www.airc.it/cancro/affronta-la-malattia/guida-agli-esami/hpv-test

GISCi, Il Nuovo Programma di Screening con il Test HPV sostituisce il Pap-test, https://www.gisci.it/il-nuovo-programma-di-screening-con-il-test-hpv-sostituisce-il-pap-test?jjj=1614874757542

Osservatorio Nazionale Screening, Lo screening cervicale, https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/lo-screening-cervicale